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04/06/12

Un diario femminista a proposito della guerra: l'uomo che voleva nascere donna

Dopo la ri-edizione di Padre padrone padreterno e de il Libro delle streghe di Joyce Lussu, a 34 anni dalla prima edizione uscita presso Mazzotta, la Gwynplaine ha ri-pubblicato ad aprile 2012 L'uomo che voleva nascere donna che, come recita il sottotitolo, è un diario femminista a proposito della guerra.
Già nel 1938 Viriginia Woolf, in quel suo lavoro difficilmente catalogabile che si intitola  le tre ghinee, si chiedeva come le donne potessero aiutare a prevenire la guerra, quali strumenti avessero per farlo, quale fosse il loro peso nella società. La Woolf, che non ha mai preso parte attiva ad una guerra, muoveva da una serie di interrogative retoriche, per approdare a delle conclusioni attraverso l'analisi della realtà a lei contemporanea e l'uso della logica.
Diverso è il caso di Joyce Lussu, che è stata partigiana ed ha combattuto, militarmente e non solo metaforicamente, anche mentre era incinta.

20/05/12

Fidati di madre natura, di Joyce Lussu


Fidati di madre natura, diceva mia madre,
fidati del sole e dell’ombra
dell’acqua e dell’aria
della terra e delle piante
infinitamente varie
e anche degli animali
che non ti faranno del male
se li guardi negli occhi e gli dai da mangiare.

Fidati di madre natura, diceva mia madre,
se hai una ferita t’offrirà un’erba speciale
per arrestare il sangue
e far ricrescere la pelle e la carne
Se hai un dolore
pensa alle stelle e al mare
alla tenerezza dei petali alla forza
del germoglio minuscolo che rompe la scorza
della ghianda e della castagna
e diventerà un albero immenso
pensa al vento e al tempo
alla terra che pesteranno i piedini
dei bambini non ancora nati
da te lasciata in eredità
e la sorgente del pianto si asciugherà
diventerà cicatrice.

Amavo molto questa grande madre
imprevedibile e imperfetta
ma così accogliente
così pronta a rispondere alla voglia di vivere
a riadattarsi a modificarsi
fluida e semovente
come l’acqua corrente
o i piatti di una bilancia
fatta di cose concrete
che si possono sentire vedere toccare
ma anche di fantasie impalpabili
della mente vagabonda
che girella attorno ai cancelli
dell’inconoscibile
giocando a far finta di aprirli.

Amavo molto questa madre femmina
duttile e democratica
e amavo molto il mio padre-compagno
che sapeva dire “ho sbagliato”
che odiava la caccia e la guerra
e non mi aveva battezzato
per non impormi un superpadre.
Mi apparivan vetusti e dannosi
i superpadri eterni o meno
che s’arrogano diritti feudali
a etichettare incasellare spillonare
mettere in fila e sull’attenti i propri simili
e ogni movimento vivente
distruggendo l’autonomia della gente
l’ossigeno e l’acqua potabile
proclamandosi superiori
umiliando il corpo e l’amore
e i ritmi della natura
dentro schemi rigidi artificiali
geometrie gerarchiche piramidali
di autorità paterne e obbedienze filiali
con la complicità di madri espropriate

Fidiamoci di madre natura
dei suoi messaggi della sua armonia
e anche delle nostre madri
purchè ci diano per padri
maschi-compagni e non maschi-padroni
e non aspettino un messia
che ha sempre ragione.

da Inventario delle cose certe, Andrea Livi editore

13/05/12

l'uomo che voleva nascere donna

La Pietà di Guerra de la Paz




 I brani che seguono sono tratti da L'uomo che voleva nascere donna, di Joyce Lussu, pubblicato nel 1978 e ristampato a cura della Gwyplaine edizioni nell'aprile 2012.

03/02/12

Per non dimenticare. Dalle pagine di Joyce: Le Partigiane.

Joyce Lussu. Elaborazione e computergrafica di G. di Pastena
Ebbene sì, la lettura di Padre Padrone Padreterno di Joyce Lussu mi ha letteralmente stregata, volendo usare un termine che Le sarebbe piaciuto molto, considerato che la Nostra trascorse gli ultimi anni della sua vita a narrare storie di streghe.
Sarà passato del tempo, ma la Resistenza per me non è solo una pagina di storia che non voglio consegnare all'oblio dei fascisti. La Resistenza è anche un valore, necessario e  indispensabile  soprattutto oggi che le destre al potere vogliono cancellare questa voce dai libri di testo e dal nostro vocabolario. E allora io resisto, non mi piego, voglio ricordare.
Questo post è dedicato alle partigiane, che, all'indomani della Liberazione, vennero allontanate subito dalla Storia, alla quale esse avevano pur pagato un tributo di sangue, e  risospinte verso i più tradizionali ruoli di cura. Errore gravissimo, di cui oggi noi donne paghiamo lo scotto, attraverso un immaginario svilente, povero, mercificato del nostro corpo, immaginario che ci assegna un ruolo subalterno nella società. Ma anche le sinistre, responsabili di questa cacciata, hanno pagato questo errore gravissimo con il contrappasso della loro scomparsa dalla scena politica odierna.
Le parole delle Lussu, protagonista e testimone diretta della Liberazione e del dopoguerra, rimasero dunque inascoltate. Senza memoria storica, senza sapere da dove veniamo, non c'è possibilità di futuro. E' per questo che voglio ridare voce a quelle parole, dedicando questo post alle pagine dimenticate di Padre Padrone Padreterno.
Buona lettura

La questione femminile, all'interno della Resistenza, progredì autonomamente, per le situazioni di fatto che si erano create e che imponevano comportamenti diversi; non per merito delle forze politiche che la dirigevano.[...]

31/01/12

Padre Padrone Padreterno di Joyce Lussu

Dire che dovremmo solidarizzare perché abbiamo una vagina è un'insensatezza, perché prescinde da ogni collocazione storica e politica.

Che la piccola e media editoria debba sopravvivere ai colossi  è litania che vado spesso recitando, unitamente all'invito ad acquistarne i libri, anche perché spesso forieri di idee altre rispetto al pensiero dominante. Onore al merito, dunque, della piccola gwynplaine edizioni che nel 2009, a due anni dalla sua nascita, ha avuto il coraggio di ripubblicare Padre padrone padreterno, breve storia di schiave e matrone, villane e castellane, streghe e mercantesse, proletarie e padrone, di Joyce Lussu, uscito nel 1976 presso l'editore Mazzotta. Già il nome dell'autrice, scomparsa nel 1998, probabilmente non dirà molto ai più. Eppure, Joyce Lussu ha contribuito in prima linea a scrivere una pagina fondamentale della storia italiana: partigiana combattente, anche mentre era incinta, fu promossa capitano e insignita di medaglia d'argento al valore militare, una medaglia di cui pretese l'assegnazione con pubblica ceremonia, con tanto di plotone d'onore, presentat'arm, banda militare, presenza del generale comandante e delle autorità civili, di fronte ai quali sfilò vestita di rosso, trionfante anche su quelle stesse autorità militari che avrebbero voluto recapitarle la medaglia a casa, senza  cerimonia alcuna.
                         Joyce riceve la medaglia d'argento al valore militare. Foto da enciclopediadelledonne.it

Donna di tempra e carattere, esempio di un femminile anni luce distante dalle costruzioni melense di quest'epoca di restaurazione, che insiste nel disegnare un immaginario tutto pizzi, profumi e balocchi, di retriva marca primo-ottocentesca.
Il che, forse, in parte spiega l'oblio che avvolge non solo un'autrice scomoda, ma anche un libro  fastidioso per molti, perchè al racconto in prima persona delle vicende della Resistenza si mescolano le riflessioni di chi scrive sulla progressiva e subdola involuzione della società italiana, anche e soprattutto a causa di una sinistra vigliacca, egoista e  incapace.