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22/05/12

Dalla mafia al mostro

 


Posted by PicasaFalliti miseramente, almeno per il momento, i tentativi tortuosi di collegare la strage di Brindisi alla mafia o di spiegare l'accaduto con teorie complottiste, adesso è caccia al mostro. Si continua a brancolare nel vuoto e, nell'assenza totale, o quasi, di ogni strumento di analisi capace di ipotizzare una risposta sensata, non rimane che esorcizzare l'orrore e la paura con il solito vecchio escamotage della ricerca del capro espiatorio. Pharmacòs lo chiamavano i Greci, il farmaco su cui abbatteva il delirio collettivo, su cui si scatenava ogni morbosità e ogni tendenza distruttiva, purificando la polis dal male.
Non siamo andat* molto avanti dai secoli bui del medioevo ellenico ad oggi, il capro espiatorio è sempre lì, pronto all'uso, a evitare di scavare troppo in fondo nella coscienza di ognun* di noi. Di quali paure deve farsi carico il pharmacòs? Da quali angosce deve liberarci, oggi?
Niente, non c'è verso di fare un'analisi ampia, articolata e rigorosa, in questo Paese. Fa troppo paura, è troppo scomodo tentare di ragionare e di capire seriamente quanto c'è di mostruoso in noi, quanto abbiamo in comune con il mostro del momento, quanto alimentiamo quotidianiamente quella spirale della violenza che poi esplode in momenti culminanti come è accaduto a Brindisi, a Oslo, a Beslan, a Montreal. La via più semplice è quella della caccia al mostro, del pianto e del cordoglio nazionale e poi, sepolte le vittime, dell'oblio. Alla prossima si ricomincia tutto da capo, l'eterno ritorno dell'identico. Non si tratta forse, ogni volta, di un caso isolato?
Per una rassegna stampa (e una minima riflessione) sulla caccia al mostro di ieri, rimando a Lipperatura

21/05/12

Non è successo niente, è solo un caso isolato

Foto Getty Images
Confesso di aver voluto aspettare che trascorressero almeno 48 ore dall'attentato di sabato 19 maggio all'Istituto professionale Morvillo-Falcone di Brindisi, in cui è rimasta uccisa una studentessa di 16 anni, Melissa Bassi, e sono rimaste ferite altre 5, delle quali una è ancora gravissima. Ho aspettato un po' prima di mettermi a scrivere, perché in questo paese di puri di cuore e semplici di mente, se osi alzare la tua voce fuori dal coro e muovere un'obiezione alla vulgata comune, rischi di passare per sovversiva, solidale con i mafiosi e i terroristi di turno, magari un po' terrorista pure tu. Allora devi stare attenta e avere la pazienza, prima di pronunciarti, di verificare che forse le tue idee non sono poi così campate in aria, che qualche prova a sostegno delle tue ipotesi c'è, che non sei poi così sola come ti senti, perché nel frattempo qualcuno o, più spesso, qualcun'altrA ha notato quello che hai notato anche tu e forse è stata più coraggiosa di te nel provare a dirlo.

02/10/11

Egregi Professori, Gentili Professoresse

Egregi Professori,
Gentili Professoresse,

così si apre la lettera inviata dal Consiglio direttivo del Parlamento Europeo Giovani (PEG) all'attenzione del corpo docenti delle scuole superiori per invitare gli istituti ad aderire alla preselezione attraverso la quale accedere alle selezioni nazionali in cui saranno scelte le scuole che rappresenteranno l'Italia alle sessioni internazionali dell' European Youth Parliament.