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02/08/11

Appunti di una precaria dal supercarcere

Appunti di una precaria dal supercarcere è il titolo del diario della mia esperienza di lavoro in un carcere di massima sicurezza come insegnante di italiano. Il luogo non è qui volutamente specificato, i nomi sono frutto d'invenzione, ma gli eventi narrati sono stati riportati giorno per giorno così come sono accaduti, insieme alla riflessioni che mi hanno di volta in volta sollecitato.
Trattandosi di un diario autobiografico e non di un saggio alla maniera di Foucault, non ho preteso di fornire alcuna analisi scientifica dell'istituzione carceraria. La scrittura è stata una risposta all'esigenza di registrare ciò che vivevo e, attraverso la scrittura medesima, di trovare una sorta di ordine e di sistemazione al groviglio confuso di pensieri ed emozioni che contestualmente mi assalivano.
I primi 3 capitoli, L'inizio, Animali in gabbia e Nel branco, hanno vinto la 15° edizione del concorso letterario Lune di primavera, organizzato dal Comitato internazionale 8 marzo di Perugia e sono stati pubblicati nella raccolta Disarmonie.
Ariosto in galera è stato selezionato tra i racconti finalisti del 13° concorso letterario Le quattro porte, promosso dal laboratorio di ricerca culturale di Pieve di Cento (BO), con il patrocinio del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria del Ministero della Giustizia.

L'inizio

12/10/2009
colore: arancione come il tramonto

-          Pronto, Manuela?

-          Ciao Antonella, come stai?

-          Ah, mi hai riconosciuta?

-          Si, certo,  ho il tuo numero memorizzato sul cellulare.

Il fatto che Manuela mi abbia riconosciuto già prima di rispondere al telefono, mi ha fatto sentire sollevata. Evidentemente immagina perché l’abbia chiamata, non devo fare tanti preamboli. Del resto, l’avevo avvisata: “Sicuramente avrò bisogno del tuo aiuto. Ti chiamo”.

Animali in gabbia

                                                                                        22/10/2009
colore: verde come l’erba


Questa mattina ho deciso di presentarmi “a piedi nudi”. Ovvero, di non armarmi di nessuna idea, di  nessuna impalcatura, di nessuna strategia, ma di entrare in aula come se fossi senza calze e senza scarpe .

Nel branco

29/10/2009
   Homo sum: humani nihil a me alienum puto
   Publio Terenzio Afro

Questa mattina, finalmente, sono uscita dal carcere sorridente e con la testa leggera, senza il consueto stordimento che comincia a placarsi solo dopo un’ora, quando riprendo le mie lezioni al liceo e rimetto necessariamente in moto il cervello, spronata dai miei alunni “di fuori”.

Ariosto in galera

                       3/12/2009
          καὶ μιν φωνήσας  έπεα πτερόεντα προσήυδα
                       e a lei parlando parole alate rivolse
                      Omero, Iliade





-      Ragazzi, che succede? Non vola una mosca, mi guardate tutti senza fiatare. Mi sto sentendo a disagio, è successo qualcosa?