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04/06/12

Un diario femminista a proposito della guerra: l'uomo che voleva nascere donna

Dopo la ri-edizione di Padre padrone padreterno e de il Libro delle streghe di Joyce Lussu, a 34 anni dalla prima edizione uscita presso Mazzotta, la Gwynplaine ha ri-pubblicato ad aprile 2012 L'uomo che voleva nascere donna che, come recita il sottotitolo, è un diario femminista a proposito della guerra.
Già nel 1938 Viriginia Woolf, in quel suo lavoro difficilmente catalogabile che si intitola  le tre ghinee, si chiedeva come le donne potessero aiutare a prevenire la guerra, quali strumenti avessero per farlo, quale fosse il loro peso nella società. La Woolf, che non ha mai preso parte attiva ad una guerra, muoveva da una serie di interrogative retoriche, per approdare a delle conclusioni attraverso l'analisi della realtà a lei contemporanea e l'uso della logica.
Diverso è il caso di Joyce Lussu, che è stata partigiana ed ha combattuto, militarmente e non solo metaforicamente, anche mentre era incinta.

13/05/12

l'uomo che voleva nascere donna

La Pietà di Guerra de la Paz




 I brani che seguono sono tratti da L'uomo che voleva nascere donna, di Joyce Lussu, pubblicato nel 1978 e ristampato a cura della Gwyplaine edizioni nell'aprile 2012.

03/02/12

Per non dimenticare. Dalle pagine di Joyce: Le Partigiane.

Joyce Lussu. Elaborazione e computergrafica di G. di Pastena
Ebbene sì, la lettura di Padre Padrone Padreterno di Joyce Lussu mi ha letteralmente stregata, volendo usare un termine che Le sarebbe piaciuto molto, considerato che la Nostra trascorse gli ultimi anni della sua vita a narrare storie di streghe.
Sarà passato del tempo, ma la Resistenza per me non è solo una pagina di storia che non voglio consegnare all'oblio dei fascisti. La Resistenza è anche un valore, necessario e  indispensabile  soprattutto oggi che le destre al potere vogliono cancellare questa voce dai libri di testo e dal nostro vocabolario. E allora io resisto, non mi piego, voglio ricordare.
Questo post è dedicato alle partigiane, che, all'indomani della Liberazione, vennero allontanate subito dalla Storia, alla quale esse avevano pur pagato un tributo di sangue, e  risospinte verso i più tradizionali ruoli di cura. Errore gravissimo, di cui oggi noi donne paghiamo lo scotto, attraverso un immaginario svilente, povero, mercificato del nostro corpo, immaginario che ci assegna un ruolo subalterno nella società. Ma anche le sinistre, responsabili di questa cacciata, hanno pagato questo errore gravissimo con il contrappasso della loro scomparsa dalla scena politica odierna.
Le parole delle Lussu, protagonista e testimone diretta della Liberazione e del dopoguerra, rimasero dunque inascoltate. Senza memoria storica, senza sapere da dove veniamo, non c'è possibilità di futuro. E' per questo che voglio ridare voce a quelle parole, dedicando questo post alle pagine dimenticate di Padre Padrone Padreterno.
Buona lettura

La questione femminile, all'interno della Resistenza, progredì autonomamente, per le situazioni di fatto che si erano create e che imponevano comportamenti diversi; non per merito delle forze politiche che la dirigevano.[...]

31/01/12

Padre Padrone Padreterno di Joyce Lussu

Dire che dovremmo solidarizzare perché abbiamo una vagina è un'insensatezza, perché prescinde da ogni collocazione storica e politica.

Che la piccola e media editoria debba sopravvivere ai colossi  è litania che vado spesso recitando, unitamente all'invito ad acquistarne i libri, anche perché spesso forieri di idee altre rispetto al pensiero dominante. Onore al merito, dunque, della piccola gwynplaine edizioni che nel 2009, a due anni dalla sua nascita, ha avuto il coraggio di ripubblicare Padre padrone padreterno, breve storia di schiave e matrone, villane e castellane, streghe e mercantesse, proletarie e padrone, di Joyce Lussu, uscito nel 1976 presso l'editore Mazzotta. Già il nome dell'autrice, scomparsa nel 1998, probabilmente non dirà molto ai più. Eppure, Joyce Lussu ha contribuito in prima linea a scrivere una pagina fondamentale della storia italiana: partigiana combattente, anche mentre era incinta, fu promossa capitano e insignita di medaglia d'argento al valore militare, una medaglia di cui pretese l'assegnazione con pubblica ceremonia, con tanto di plotone d'onore, presentat'arm, banda militare, presenza del generale comandante e delle autorità civili, di fronte ai quali sfilò vestita di rosso, trionfante anche su quelle stesse autorità militari che avrebbero voluto recapitarle la medaglia a casa, senza  cerimonia alcuna.
                         Joyce riceve la medaglia d'argento al valore militare. Foto da enciclopediadelledonne.it

Donna di tempra e carattere, esempio di un femminile anni luce distante dalle costruzioni melense di quest'epoca di restaurazione, che insiste nel disegnare un immaginario tutto pizzi, profumi e balocchi, di retriva marca primo-ottocentesca.
Il che, forse, in parte spiega l'oblio che avvolge non solo un'autrice scomoda, ma anche un libro  fastidioso per molti, perchè al racconto in prima persona delle vicende della Resistenza si mescolano le riflessioni di chi scrive sulla progressiva e subdola involuzione della società italiana, anche e soprattutto a causa di una sinistra vigliacca, egoista e  incapace.

03/08/11

Rossi fiori del Tibet di Alai

Opera prima scritta in cinese da un tibetano che vive e lavora in Cina, Rossi fiori del Tibet di Alai è un potente affresco della società tibetana oramai in declino nei primi anni del Novecento, alla vigilia dell’invasione delle truppe di Mao Zedong.

L'armata dei fiumi perduti di Carlo Sgorlon

Il 25 dicembre 2009, all’età di 79 anni, si è spento a Udine Carlo Sgorlon, uno degli autori più prolifici e al tempo stesso meno conosciuti di questo nostro strambo paese, in cui, troppo spesso, il prestigio e la notorietà sono inversamente proporzionali al valore e ai meriti.

Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio di Amara Lakhous

In che paese siamo? dove l’è che sèm? ma l’Italia è un paese civile?

La campana di vetro di Sylvia Plath

A volte i libri vivono di vita propria e, oltre la storia che raccontano, maturano una storia per così dire personale. Così, nel mio caso, è accaduto a La campana di vetro, unico romanzo autobiografico della poetessa americana Sylvia Plath.

I monologhi della vagina di Eve Ensler

Adoro Eve Ensler, la sua creatività, la sua ironia e la sua capacità di trasformare il dolore in gioia, forza e orgoglio. Così accade ne I  monologhi della vagina, frutto di duecento interviste a donne di diverse età, colore, estrazione sociale. La Ensler è riuscita a trasformare la sua vagina abusata dal padre in un centro propulsore di energia positiva per sè, per le altre donne e per l'intera società.
Preferisco lasciar parlare lei


02/08/11

Karmaland, di Sainkho Namtchylak (con CD audio)

Un gioiello di nicchia della casa editrice indipendente liberodiscrivere, una scelta editoriale rara e coraggiosa.
In questo volume Sainkho Namtchylak, cantante-sciamana originaria di Tuva, in Siberia, ci offre un mosaico della sua sfaccettata e inafferrabile attività artistica: racconti dell'infanzia,fotografie, testi poetici, alcuni dei quali musicati, disegni e notazioni grafiche di performance vocali.
Il volume è accompagnato da un cd audio, che presenta però una selezione forse un po' limitata della vasta produzione musicale, a cavallo tra tradizione diplofonica mongola e musica elettronica. La selezione del cd a mio avviso non è sufficiente a farsi un'idea di questa grande artista a chi non la conosca per niente.
Tra le registrazioni, alcuni stupendi arranggiamenti di successi come who stole the sky e la voce di Sainkho che recita sue poesie, alcune purtroppo in Russo.
Il testo è scritto sia in inglese che in italiano. Raccomando di lasciar perdere la traduzione e di abbandonarsi alla lingua inglese. Sainkho è una sciamana poliglotta e saprà guidarvi.
There are thousands of miles between you and me, but soul to soul we are only a breath apart.

Una donna di Sibilla Aleramo

Per quello che siamo, per la volontà di tramandare più nobile e più bella in essi la vita, devono esserci grati i figli, non perché, dopo averli ciecamente suscitati dal nulla, rinunziamo ad essere noi stessi.
Sono queste, forse, le parole che meglio riassumono il romanzo autobiografico Una donna, scritto da Sibilla Aleramo nel 1902 e pubblicato nel 1906.

22/02/11

Le tre ghinee - Virginia Woolf

Scritto tra la fine del 1936 e gli inizi del 1938 da una cinquantacinquenne Virginia Woolf, autrice già affermata, Le tre ghinee venne giudicato al momento della sua pubblicazione un libro confuso, strano, sbagliato, perché innestava la minaccia del fascismo sulla questione della condizione femminile.