05/08/12

Se Dio è violent , Muraro è irrecuperabile... e mi molestano entrambi


 Devo ammettere che Luisa Muraro (o chi per lei) sa scegliere bene i titoli dei suoi libri. Se ho deciso di leggere questo brevissimo pamphlet dal titolo Dio è violent, meno di 80 pagine uscito per Nottetempo a 6 euro, pamphlet che a ragione lei stessa definisce libricino, è stato infatti per il titolo e per le recensioni entusiaste di Femminismo a sud.
Pensavo che si fosse ravveduta (o meglio svegliata) ed allontanata, come a suo tempo fece Adriana Cavarero, dalle posizioni di certo femminismo della differenza, che vorrebbe tutte le donne portatrici di un'aura metafisica di superiore moralità che le renderebbe immuni alla violenza, anche quando la subiscono dalla famiglia e dallo Stato. Invece niente, Muraro è irrecuperabile, anche quando parte dalla constatazione di un dato di fatto che si potrebbe anche condividere: cioè che è venuta meno la narrazione salvifica del contratto sociale e che tale venir meno non è imputabile tanto ai cittadini e alle cittadine, quanto allo Stato.

11/06/12

Ragioni d'opportunità

Il preside
Il nome del tanto atteso mostro dell'attentato all'istituto Morvillo Falcone di Brindisi è uscito fuori da qualche giorno: Giovanni Vantaggiato, reo confesso, dichiara di avercela con il mondo, che gli affari non gli andavano più come un tempo, e allora che fa? piazza un ordigno esplosivo davanti a una scuola frequentata prevalentemente da ragazzine. La vicenda potrebbe essere rubricata ad un caso di follia, di caso isolato hanno già parlato in molti (troppi), non fosse che di disperati che ce l'hanno con il mondo per la crisi e si sfogano su donne e bambini è piena la cronaca degli ultimi giorni.

04/06/12

Un diario femminista a proposito della guerra: l'uomo che voleva nascere donna

Dopo la ri-edizione di Padre padrone padreterno e de il Libro delle streghe di Joyce Lussu, a 34 anni dalla prima edizione uscita presso Mazzotta, la Gwynplaine ha ri-pubblicato ad aprile 2012 L'uomo che voleva nascere donna che, come recita il sottotitolo, è un diario femminista a proposito della guerra.
Già nel 1938 Viriginia Woolf, in quel suo lavoro difficilmente catalogabile che si intitola  le tre ghinee, si chiedeva come le donne potessero aiutare a prevenire la guerra, quali strumenti avessero per farlo, quale fosse il loro peso nella società. La Woolf, che non ha mai preso parte attiva ad una guerra, muoveva da una serie di interrogative retoriche, per approdare a delle conclusioni attraverso l'analisi della realtà a lei contemporanea e l'uso della logica.
Diverso è il caso di Joyce Lussu, che è stata partigiana ed ha combattuto, militarmente e non solo metaforicamente, anche mentre era incinta.

22/05/12

Dalla mafia al mostro

 


Posted by PicasaFalliti miseramente, almeno per il momento, i tentativi tortuosi di collegare la strage di Brindisi alla mafia o di spiegare l'accaduto con teorie complottiste, adesso è caccia al mostro. Si continua a brancolare nel vuoto e, nell'assenza totale, o quasi, di ogni strumento di analisi capace di ipotizzare una risposta sensata, non rimane che esorcizzare l'orrore e la paura con il solito vecchio escamotage della ricerca del capro espiatorio. Pharmacòs lo chiamavano i Greci, il farmaco su cui abbatteva il delirio collettivo, su cui si scatenava ogni morbosità e ogni tendenza distruttiva, purificando la polis dal male.
Non siamo andat* molto avanti dai secoli bui del medioevo ellenico ad oggi, il capro espiatorio è sempre lì, pronto all'uso, a evitare di scavare troppo in fondo nella coscienza di ognun* di noi. Di quali paure deve farsi carico il pharmacòs? Da quali angosce deve liberarci, oggi?
Niente, non c'è verso di fare un'analisi ampia, articolata e rigorosa, in questo Paese. Fa troppo paura, è troppo scomodo tentare di ragionare e di capire seriamente quanto c'è di mostruoso in noi, quanto abbiamo in comune con il mostro del momento, quanto alimentiamo quotidianiamente quella spirale della violenza che poi esplode in momenti culminanti come è accaduto a Brindisi, a Oslo, a Beslan, a Montreal. La via più semplice è quella della caccia al mostro, del pianto e del cordoglio nazionale e poi, sepolte le vittime, dell'oblio. Alla prossima si ricomincia tutto da capo, l'eterno ritorno dell'identico. Non si tratta forse, ogni volta, di un caso isolato?
Per una rassegna stampa (e una minima riflessione) sulla caccia al mostro di ieri, rimando a Lipperatura

21/05/12

Non è successo niente, è solo un caso isolato

Foto Getty Images
Confesso di aver voluto aspettare che trascorressero almeno 48 ore dall'attentato di sabato 19 maggio all'Istituto professionale Morvillo-Falcone di Brindisi, in cui è rimasta uccisa una studentessa di 16 anni, Melissa Bassi, e sono rimaste ferite altre 5, delle quali una è ancora gravissima. Ho aspettato un po' prima di mettermi a scrivere, perché in questo paese di puri di cuore e semplici di mente, se osi alzare la tua voce fuori dal coro e muovere un'obiezione alla vulgata comune, rischi di passare per sovversiva, solidale con i mafiosi e i terroristi di turno, magari un po' terrorista pure tu. Allora devi stare attenta e avere la pazienza, prima di pronunciarti, di verificare che forse le tue idee non sono poi così campate in aria, che qualche prova a sostegno delle tue ipotesi c'è, che non sei poi così sola come ti senti, perché nel frattempo qualcuno o, più spesso, qualcun'altrA ha notato quello che hai notato anche tu e forse è stata più coraggiosa di te nel provare a dirlo.

20/05/12

Fidati di madre natura, di Joyce Lussu


Fidati di madre natura, diceva mia madre,
fidati del sole e dell’ombra
dell’acqua e dell’aria
della terra e delle piante
infinitamente varie
e anche degli animali
che non ti faranno del male
se li guardi negli occhi e gli dai da mangiare.

Fidati di madre natura, diceva mia madre,
se hai una ferita t’offrirà un’erba speciale
per arrestare il sangue
e far ricrescere la pelle e la carne
Se hai un dolore
pensa alle stelle e al mare
alla tenerezza dei petali alla forza
del germoglio minuscolo che rompe la scorza
della ghianda e della castagna
e diventerà un albero immenso
pensa al vento e al tempo
alla terra che pesteranno i piedini
dei bambini non ancora nati
da te lasciata in eredità
e la sorgente del pianto si asciugherà
diventerà cicatrice.

Amavo molto questa grande madre
imprevedibile e imperfetta
ma così accogliente
così pronta a rispondere alla voglia di vivere
a riadattarsi a modificarsi
fluida e semovente
come l’acqua corrente
o i piatti di una bilancia
fatta di cose concrete
che si possono sentire vedere toccare
ma anche di fantasie impalpabili
della mente vagabonda
che girella attorno ai cancelli
dell’inconoscibile
giocando a far finta di aprirli.

Amavo molto questa madre femmina
duttile e democratica
e amavo molto il mio padre-compagno
che sapeva dire “ho sbagliato”
che odiava la caccia e la guerra
e non mi aveva battezzato
per non impormi un superpadre.
Mi apparivan vetusti e dannosi
i superpadri eterni o meno
che s’arrogano diritti feudali
a etichettare incasellare spillonare
mettere in fila e sull’attenti i propri simili
e ogni movimento vivente
distruggendo l’autonomia della gente
l’ossigeno e l’acqua potabile
proclamandosi superiori
umiliando il corpo e l’amore
e i ritmi della natura
dentro schemi rigidi artificiali
geometrie gerarchiche piramidali
di autorità paterne e obbedienze filiali
con la complicità di madri espropriate

Fidiamoci di madre natura
dei suoi messaggi della sua armonia
e anche delle nostre madri
purchè ci diano per padri
maschi-compagni e non maschi-padroni
e non aspettino un messia
che ha sempre ragione.

da Inventario delle cose certe, Andrea Livi editore